Indagine risparmio 2016: come si comportano gli italiani?

Pubblicato da il 26/07/2016 in news -
indagine risparmio 2016

L’Indagine Risparmio 2016, presentata la scorsa settimana dal Centro Einaudi, ha analizzato le scelte finanziarie degli italiani, decretando che il 60% degli intervistati si dimostra ottimista sulle proprie condizioni economiche future, in aumento del 10% rispetto all’anno precedente.  Rimane stabile la percentuale di italiani che si definisce risparmiatore, ben il 40%, mentre in lieve calo la quota di reddito accantonata in ottica futura, che si attesta attorno al 9,6%.

Le motivazioni che spingono gli italiani a risparmiare sono prevalentemente il timore per il futuro: il 58,3% (in aumento del 10% rispetto all’anno precedente) accantona denaro in via precauzionale, a seguito della scarsa fiducia nei confronti di una possibile ripresa economica e della volatilità dei mercati finanziari. La componente “famiglia” ha un peso rilevante sulle scelte dei risparmiatori: la quota di risparmio destinato alla casa sale dall’8% all’8,5%, e la quota di risparmio da destinare al futuro dei figli passa dal 9% circa al 17,1%; sintomo anche quest’ultimo dei timori legati al futuro. La vecchiaia non è un tema ancora preponderante, infatti poco più dell’11% ha sottoscritto un prodotto di previdenza complementare.

Per quanto riguarda le soluzioni di risparmio e investimento più utilizzate, troviamo ai primi posti il conto corrente e il “mattone”. Il fattore determinante nella scelta di un investimento è la sicurezza: sono sempre di più gli italiani che preferiscono rinunciare ai rendimenti a favore di prodotti meno remunerativi ma più sicuri. Il mercato immobiliare è appannaggio quasi esclusivo degli investitori dotati di quantità ingenti di denaro, mentre i piccoli risparmiatori preferiscono utilizzare il conto corrente per avere liquidità sempre a disposizione. La scelta di un conto corrente ad alto rendimento si rivela quindi d’obbligo se si cerca sicurezza e flessibilità. In alternativa si può optare per il conto deposito, che generalmente offre rendimenti più elevati del conto corrente e garantisce la stessa sicurezza (entrambi infatti sono tutelati dal FITD per importi fino a 100mila euro).

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