Italiani e risparmio: 1500 miliardi sotto il materasso

La tendenza ad accumulare liquidità sul conto corrente è un’abitudine consolidata da anni e il rapporto tra italiani e risparmio non è cambiato durante la pandemia. Anzi, l’incertezza – non solo economica – la paura per il futuro e il cambiamento dello stile di vita, hanno aumentato la propensione tricolore a tenere i soldi fermi sul conto corrente, l’equivalente del classico tesoro tenuto nascosto sotto il materasso del passato. Non tutti infatti, realizzano che lasciare i soldi sul conto ha comunque un costo di gestione e che l’inflazione svaluta la cifra depositata, perché diminuisce il potere di acquisto. Tra l’altro i tassi d’interesse sui conti sono quasi pari allo zero, con rendimenti praticamente nulli. Scorrendo i dati Istat, si può notare che negli ultimi 20 anni, 100mila euro non investiti e lasciati immobili sul conto sono diventati 64mila, a causa dell’erosione del potere di acquisto secondo l’inflazione ufficiale.

 

Liquidità parcheggiata per 1500 miliardi di euro

Si tratta della somma stimata tra privati e aziende: gli italiani hanno ben 1500 miliardi di euro immobilizzati tra conti correnti e depositi. Un capitale che – soprattutto in questo periodo di ripartenza – potrebbe dare una spinta all’economia che fatica a rialzarsi in piedi. Il binomio italiani e risparmio insomma, non è sempre di facile gestione. Le famiglie (ma anche le imprese che tra il 2018 e il 2019 hanno aumentato la loro liquidità di circa 40 miliardi di euro, a scapito degli investimenti) faticano a trovare il giusto equilibrio. Cosa scegliere? Avere liquidità a disposizione o investire quello che si ha da parte? Di certo l’importante è affidarsi a consulenti professionisti, in grado di studiare la giusta formula che venga incontro alle esigenze del risparmiatore. Gli esperti del settore sanno valutare i pro e i contro di ogni scelta del cliente, trovando la soluzione più conveniente.

 

Italiani e risparmio durante il Covid-19

I dati del Censis non lasciano dubbi: durante il lockdown il 38,9% degli italiani ha incrementato i propri risparmi. L’epidemia ha generato una notevole incertezza economica ed esistenziale per il futuro. Da qui, la tendenza ad essere molto cauti e accumulare liquidità per ogni evenienza. La percentuale degli italiani che ha incrementato il proprio capitale sale al 49,1% tra i risparmiatori abituali. Un risparmio forzoso dovuto alla continuità nelle retribuzioni (pensionati, dipendenti pubblici, lavoratori del settore privato non in Cassa Integrazione o in congedo) hanno infatti continuato a percepire le entrate, a fronte di notevoli tagli nei consumi. Il contante resta comunque nel rapporto tra italiani e risparmio uno strumento di protezione (per il 34,1%). L’incertezza – e dunque la cautela – che stanno caratterizzando gli ultimi mesi, rischiano di trascinarsi nel prossimo triennio, portando a 135 miliardi di euro nel 2023, la liquidità aggiuntiva per le famiglie.