Italiani e risparmio: l’indagine ACRI e Ipsos

Pubblicato da il 03/11/2014 in news, risparmio -

Lo scorso 31 ottobre è stata celebrata la Giornata Mondiale del Risparmio. Per questa occasione, l’ACRI, che rappresenta le Fondazioni di Origine Bancaria e delle Casse di Risparmio Spa, ha commissionato a IPSOS un’indagine sugli italiani e il risparmioda cui emergono luci e ombre sullo stato della fiducia degli italiani.

A seguire si riporta qualche risultato della ricerca.

Crisi. L’87% degli italiani ritiene che ci vorranno altri 5 anni per uscire dalla crisi, ovvero non prima del 2020. Si rileva, però, l’aumento della soddisfazione sulla propria situazione economica: quest’anno il 50% della popolazione è soddisfatto, 8 punti percentuali in più rispetto al 2013. Parallelamente diminuiscono anche le famiglie colpite dalla crisi (il 30% del 2013 è diventano 27% nel 2014).

Dati demografici. A livello geografico, le regioni del Sud mostrano il minor numero di soddisfatti, mente nel Nordest e nel Nordovest la soddisfazione supera addirittura l’insoddisfazione (nel Nordovest si rileva il 58% di soddisfatti e nel Nordest il 55%).

In generale, il numero di chi guarda al proprio futuro con fiducia è maggiore rispetto a quello degli sfiduciati (21% contro il 24% di fiduciosi): una situazione molto diversa dal 2013, quando il quadro era opposto (28% gli sfiduciati, 21% i fiduciosi). Sono soprattutto i giovani tra i 18 e i 30 anni ad essere ottimisti (salgono in un anno dal 25% al 28% e i pessimisti calano dal 21% al 16%) ma anche gli over 65, dove l’aumento è di 14 punti percentuali.

Italia e mondo. Persiste un sentimento negativo nei confronti del proprio Paese: solo il 28% degli italiani è fiducioso sulle prospettive future dell’Italia contro un 43% di sfiduciati, pari a 15 punti percentuali di differenza: un dato preoccupante, ma migliore di quello del 2013 (quando la differenza tra sfiduciati e fiduciosi era di 23 punti percentuali). L’indagine evidenzia poca fiducia anche nei confronti dell’economia europea, mentre sembra che l’economia mondiale dia maggiore sicurezza agli italiani  : il 35% si dice ottimista e il 20% pessimista, mentre il 33% ritiene che non ci saranno evoluzioni di sorta.

Investimenti futuri. Ciò che rimane stabile è la propensione ad investire soprattutto nella qualità della vita futura (54%) più che sul presente (42%).

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