L’arbitro del risparmio

Pubblicato da il 10/01/2017 in news -

All’Arbitro per le controversie sui servizi bancari, detto anche arbitro del risparmio, (previsto da una direttiva europea del 2013), già funzionante presso la Banca d’Italia, dal 9 gennaio si aggiunge quello per i servizi di investimento: uno strumento volto a garantire un più elevato grado di tutela al risparmiatore per quanto riguarda i profili di correttezza e trasparenza, elementi alla base delle tutela degli investitori. Il principio fondamentale di questi organismi arbitrali, è informare gli investitori che possono contare su un giudizio tecnico e imparziale, che possa risolvere le loro controversie con gli intermediari in modo rapido e relativamente poco costoso. La nuova tutela è stata introdotta per calmierare il clima di sfiducia riposto nelle banche, a seguito delle recenti e note vicende di cronaca, ma non si pone come forma di riparazione a tali vicende.

La nuova procedura per la gestione delle controversie è in parte diversa da quella attualmente utilizzata: la soglia di accesso è stabilita a 500mila euro (cifra pari a cinque volte quella attuale), ma sono stati stabiliti tempi più rapidi per la risoluzione (90 giorni dal completamento del fascicolo) e modalità di presentazione del ricorso più snelle (procedura telematica).Il ricorrente può comunque rifiutare la decisione espressa dall’arbitro per adire la magistratura ordinaria. Vista l’autorevolezza tecnica del collegio giudicante, tuttavia, le decisioni contribuiranno a formare una giurisprudenza omogenea volta a rafforzare da un lato la tutela dei consumatori, e dall’altro a migliorare l’osservanza delle norme da parte degli intermediari finanziari, in particolar modo per quanto riguarda la trasparenza.

Ad oggi infatti, viene sottoposto al consumatore il questionario Mifid, che ha lo scopo di profilare la tipologia di investitore, e quindi circoscrivere i prodotti ad esso erogabili. Non sempre i questionari sono chiari e trasparenti: accade che gli intermediari inseriscano numerose clausole volte alla loro tutela, che complicano notevolmente la comprensione e la corretta compilazione al cliente. Le decisioni del nuovo Arbitro potrebbero contribuire ad indurre gli intermediari alla redazione di questionari meno formali ma più sostanziali, che erudiscano efficacemente il cliente. Le prossime modifiche che probabilmente verranno introdotte sono relative alla normativa sulla vigilanza: solo attraverso un controllo continuo e preciso, volto a raccogliere informazioni in tempo reale, sarà possibile prevenire o stroncare sul nascere fenomeni analoghi a quelli che hanno visto numerosi risparmiatori perdere il proprio capitale.

 

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