QE, rendimenti e cambio euro-dollaro

Pubblicato da il 26/11/2015 in news -

Niente di nuovo all’orizzonte per quanto riguarda il rendimento dei Titoli di Stato nelle aste di questi giorni:

  • i CTZ biennali hanno raggiunto il tasso negativo di -0,095%;
  • i BTp indicizzato all’inflazione dell’Eurozona con scadenza 2023 sono stati collocati allo 0,08%;
  • i BTp a 15 anni indicizzato hanno segnato un rendimento dello 0,083%;
  • i Bot a 6 mesi hanno avuto un rendimento medio negativo dell0 0,112% (minimo storico del titolo).

Come indicato in questo articolo, chi cerca il rendimento a basso rischio può valutare come alternativa il conto deposito, che generalmente offre tassi più elevati, specie se si opta per le soluzioni vincolate, avendo l’accortezza di prestare attenzione alla solidità della banca offerente.

Ma il risparmiatore che si muove su terreni diversi, più rischiosi, quali prospettive ha di fronte? Le situazioni sono variegate. Il ribasso dei tassi dei bond statali è conseguenza del QE e dell’attesa per le prossime decisioni della BCE, ma ciò influisce anche su altri ambiti della gestione del risparmio e degli investimenti, ad esempio sul rapporto euro/dollaro, quello più scambiato all’interno del mercato della valute. Questo, però, è uno spazio caratterizzato da elevata volatilità, molto diverso, dunque, dalla “zona di comfort” offerta dai Titoli di stato o dai conti deposito.

Da aprile 2014 a luglio 2015 l’euro ha perso il 35% rispetto al dollaro. Perché?
Negli Stati Uniti si prospetta un rialzo dei tassi, mentre la BCE ha iniettato liquidità nel mercato; se un paese alza i tassi, infatti, i suoi bond rendono di più e quindi diventa più attraente, cosicchè anche la valuta diventa più forte. Quando invece i tassi si abbassano, si genera una svalutazione della moneta. In un quadro di calo generale, l’andamento del cambio euro/dollaro è stato piuttosto oscillante, da luglio ad oggi.

Come può muoversi il risparmiatore in questo mercato? Una possibilità è rappresentata dagli Etf che replicano l’andamento del cambio, ma è bene agire come sempre in base alle proprie esigenze e supportati da un consulente di fiducia. Gli Etf sono fondi di investimento passivi, cioè senza gestore, che replicano l’andamento di un indice di qualsiasi tipo di investimento, anche del rapporto euro/dollaro. Gli Etf possono essere a leva, cioè moltiplicano il guadagno o la perdita per il valore della leva stessa; ad esempio, quelli a leva “short”, ovvero al ribasso,  salgono quando l’euro si deprezza rispetto al dollaro.

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