Rating a richiesta per gli Stati dell’Unione Europea

“Vivere senza le agenzie di rating o quantomento imparare a fare meno affidamento sui loro giudizi”. Ricordi il nostro articolo sul giudizio di Mario Draghi, Presidente della BCE?

Seguendo le indicazioni di Draghi, anche il Parlamento europeo ha ritenuto importante inserire tra gli ordini del giorno delle scorse sedute una proposta italiana dell’ex sindaco di Firenze Leonardo Dominici su questo campo. L’idea è “la messa al bando delle valutazione sui debiti pubblici non richiesti e l’istituzione di un’agenzia europea che si sostituisca nell’accertare la solvibilità degli Stati”.

Il pensiero di Dominici si è concentro sul timore dell’Unione Europea di affidare una valutazione così delicata a società private. Discorso analogo anche per Josè Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea, che ha sentenziato: “le agenzie di rating hanno turbato senza motivo i mercati ”.

Tale concordanza di vedute ha permesso di presentare un testo legislativo in sede europea con la precisa intenzione di cambiare la modalità di assegnazione del giudizio sul debito sovrano, passando da un’opinione privata ad un servizio informativo dedicato ad investitori e consumatori, imponendo alle società delle norme più restrittive e trasparenti. Alla lunga l’organismo europeo vorrebbe che i dati macroeconomici dei vari Paesi fossero analizzati dalle agenzie per un massimo di tre anni, favorendo la rotazione tra le società. Ovviamente quest’ultima proposta non è piaciuta alle ormai famose Standard&Poor’s, Moody’s e Fitch, nonostante l’idea condivisa da molti economisti secondo la quale il loro operato ha solamente danneggiato i governi e la loro possibilità di crescita.

Il prossimo passo potrebbe essere un provvedimento a tutela di ogni banca e del risparmio privato dei loro clienti al fine di evitare eventuali azioni speculative legate all’emissione del rating.

Note:

Il rating ha lo scopo di classificare i titoli azionari, le aziende e i debiti sovrani in base al rischio che hanno di rispettare gli impegni finanziari assunti.