A tu per tu con Beniamino Pagliaro

Pubblicato da il 26/10/2018 in news, risparmio -

In occasione del mese dell’educazione finanziaria abbiamo intervistato Beniamino Pagliaro, giornalista di “Repubblica” esperto di economia, reti e tecnologia. Nel 2013, inoltre, ha fondato “Good Morning Italia”, startup editoriale che realizza ogni giorno un concentrato di informazione per migliaia di abbonati, vincitore del Premiolino nel 2015.

Pagliaro ha da poco pubblicato “Attenzione! – Capire l’economia digitale ti può cambiare la vita”, libro in cui sottolinea l’importanza dell’attenzione, che è di fatto la nuova moneta del nostro tempo.

Signor Pagliaro, in che mondo viviamo oggi?

Viviamo in un mondo in cui siamo costantemente sottoposti a stimoli di qualsiasi tipo sotto forma di notifiche dei nostri telefoni, soprattutto notizie che ci raggiungono a ogni ora del giorno e della notte. Rischiamo così di essere bombardati e di perdere la valuta più preziosa di quest’epoca, che non è il denaro ma è l’attenzione. Quando spendiamo un euro per bere un caffè, quell’euro lo possiamo riguadagnare in un altro modo. Quando invece perdiamo cinque minuti o cinque ore perché siamo distratti, quel tempo ovviamente non lo riavremo indietro. Per questo motivo il tema dell’attenzione è centrale per capire il mondo in cui viviamo oggi, anche dal punto di vista economico e politico.

Il sottotitolo del tuo libro è “Capire l’economia digitale ti può cambiare la vita”. Ma che cos’è l’economia digitale?

Dire “economia digitale” o “economia” è la stessa cosa. Siamo in un’epoca digitale e per forza di cose l’economia non può che essere digitale. Viviamo in un mondo immerso nei dati e dobbiamo essere in grado di controllarli e, potenzialmente, sfruttarli per migliorare l’efficienza di imprese, organizzazioni ma anche di noi stessi. Con il tempo è aumentata la capacità di calcolo e di trasmissione dei dati. La stessa cosa non si può dire per la nostra capacità di comprenderli.

E come può cambiare la vita?

Può cambiare la vita perché aiuta ad essere consapevoli del mondo che ci sta attorno. Capire come funziona quest’epoca ti rimette in pace con l’idea che non si tratti di una rivoluzione digitale in sé, ma è più semplicemente l’evoluzione delle tecnologie. È evidente che l’uso di tecnologie che prima non c’erano provochi effetti dirompenti. Bisogna imparare a comprenderli e, di conseguenza, correggerli se necessario. Questo è di fatto il ruolo della politica. Un Paese come il nostro, dove si fa polemica per l’arrivo dei robot o dei presunti braccialetti di Amazon che in effetti non esistono, ha urgenza di capire tutte queste cose.

Bisogna quindi porre l’attenzione su queste dinamiche?

Dobbiamo fare attenzione in assoluto a come occupiamo il nostro tempo, perché è un valore che non possiamo dare per scontato. I grandi giganti di cui parlo nel mio libro, come Google e Facebook, sono studiati e sviluppati per immagazzinare la nostra attenzione e utilizzarla. Non penso la soluzione possa essere dire: “Cancelliamo Facebook”, ma, tralasciando la banalità della raccomandazione, bisogna fare attenzione a come usiamo il cervello. Qualsiasi azione e scelta che facciamo online, ma anche offline, diventa un dato che può essere utilizzato per capire, ad esempio, come la propria azienda deve muoversi nel mercato. Il tutto senza che ne siamo davvero consapevoli. Questo può andare bene finché chattiamo su Facebook con degli amici, ma forse va meno bene quando un social media viene utilizzato per diffondere informazioni false. La chiave è una ritrovata consapevolezza.

Non bisogna temere internet e i social, bisogna semplicemente fare attenzione, giusto?

Sì, anche se il punto non sono nemmeno i social, nonostante i media parlino spesso della loro influenza. Gli strumenti funzionano e noi, di conseguenza, possiamo scegliere come utilizzarli. Che sia con un blog, con pubblicità o con un post su Facebook, l’importante è che sia chiaro il messaggio che vogliamo inviare e il contesto a cui è indirizzato. Ogni imprenditore, piccolo o grande che sia, deve conoscere le varie strategie digitali applicabili al proprio business.

Come sta cambiando la comunicazione e in particolare il giornalismo?

Comunicazione e giornalismo stanno vivendo grandi cambiamenti. A causa della presenza di questi modelli basati su pubblicità e attenzione, abbiamo visto l’esplosione di un’offerta di contenuti che spesso però non riesce a incrociare la domanda. Tutti i modelli basati sulla gratuità, anche se il contenuto è di qualità, vivono oggi un grosso momento di difficoltà. Servono quindi prodotti di maggiore qualità, di maggior valore, che vengano considerati tali e per i quali si accetti di pagare.

L’illusione della gratuità del contenuto su internet è durato nel tempo (oltre 25 anni) ma secondo me le cose stanno cambiando. Questo non significa che tutte le persone pagheranno un abbonamento online ad un giornale, però ci riavvicineremo a un 10% di abbonati che potrebbe rendere sostenibile i bilanci delle aziende editoriali, ovvero quelle aziende che hanno il compito di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso, che non è un compito facile.

In mercati più maturi di quello italiano, ad esempio, questa situazione è già quasi realtà, con quotidiani come New York Times e Guardian che riescono a sopravvivere anche grazie ai propri abbonati. Per concludere il ragionamento su come utilizzare il nostro tempo e i nostri soldi, essere informati è un valore e quindi ha anche un costo, sia in termini di tempo che di esborso.

“Good Morning Italia” rientra perfettamente in quest’ottica.

“Goog Morning Italia” è un po’ la conseguenza di tutti i temi affrontati in questa intervista. Abbiamo poco tempo, ma abbiamo anche tanto bisogno di essere informati e nessuno di noi può leggere più fonti diverse ogni mattina prima di andare al lavoro. Qualsiasi cosa tu faccia, però, se non sei connesso al resto del mondo può nascere un serio problema competitivo. La risposta a questa domanda di informazione è proprio “Good Morning Italia”. Come funziona? Ci svegliamo molto presto la mattina, facciamo la rassegna dei quotidiani e inviamo un’email alle 7 con il quadro completo della giornata che ci prestiamo a vivere. Ci sta dando belle soddisfazioni e sono in cantiere molti progetti per crescere ancora, anche con le imprese.

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