Asta titoli di Stato: rendimento ai minimi storici

Pubblicato da il 30/07/2014 in risparmio -

Tra il 28 e il 30 luglio 2014 si sono svolte tre aste di titoli di Stato italiani, sempre con un andamento al ribasso per i rendimenti.

La prima asta ha riguardato i Ctz a 2 anni, collocati a un tasso di interesse lordo dello 0,428%, e i Btp indicizzati all’inflazione (Btp€i) con scadenza settembre 2018 (rendimento lordo: 0,25%) e settembre 2026 (1,66%).

Per quanto riguarda i Bot a 6 mesi, nell’asta del 29 luglio sono stati collocati a un tasso lordo dello 0,236%, in riduzione rispetto allo 0,306% del mese precedente. A queste condizioni, c’è il rischio concreto che i Bot possano offrire addirittura un rendimento netto negativo: in proposito, il Ministero del Tesoro ha però precisato che, nel caso in cui il prezzo totale di vendita dei titoli, comprensivo della ritenuta fiscale e delle commissioni, dovesse risultare superiore a 100, l’importo massimo delle commissioni sarà ridotto in modo da garantire alla clientela un onere comunque non superiore a 100 euro di capitale sottoscritto.

Al minimo storico anche i tassi di interesse dei titoli a 5 e 10 anni: i Btp quinquennali sono stati collocati, il 30 luglio, all’1,2% lordo annuo (-0,16% rispetto all’asta di giugno) e i decennali al 2,6%. Mentre i Cct quinquennali all’1,2%.

La discesa dei tassi d’interesse sui titoli di Stato italiani è legata alla forte domanda da parte del mercato e ha comportato una discesa del differenziale di rendimento a 10 anni (spread) tra Btp e Bund tedeschi a 153 punti base (pari all’1,53%).

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