Bail in: il 61% non sa cos’è

Pubblicato da il 15/02/2016 in risparmio -

Un interessante sondaggio, condotto da un noto quotidiano nazionale, ha fatto emergere che ben il 61% degli italiani non conosce il significato del termine bail in; il 22% ne ha sentito parlare ma non ha capito bene di che cosa si tratti; solo il 5% conosceva gli aspetti più importanti dei salvataggi bancari interni. Molto interessanti anche le risposte alla seconda domanda posta al gruppo campione che era: “Secondo lei che cosa accade a una banca in grave crisi?”. Per il 46% è lo Stato che interviene per ripagare i debiti; per il 28% sono gli azionisti obbligazionisti e in parte i correntisti a subire delle perdite (risposta corretta ndr); per il 21% viene chiusa dalle autorità europee di vigilanza.

L’ipotesi di ritirare i propri risparmi è stata presa in considerazione dal 39%, mentre il 46% non ha ritenuto positiva una simile soluzione. Il 29% ha deciso di ritirarli per depositarli in un’altra banca; per destinarli a investimenti finanziari oppure per depositarli in cassette di sicurezza o custodirli a casa propria. L’interlocutore preferito per chiedere e ricevere consigli rimane la banca o il consulente finanziario (55%), seguono amici e conoscenti (21%), e fonti diverse (19%).

Si può dire che il quadro non sia proprio incoraggiante. Le cause della disinformazione sono probabilmente legate a due fattori: da un lato i telegiornali hanno dato più risalto ad aspetti più scandalistici collegati ad alcune banche, sottolineando gli aspetti giudiziari e politici di alcune vicende; dall’altro lato la lettura di libri e quotidiani è in calo, a fronte di una diffusione crescente dell’uso di Internet e dei social, sui quali non è difficile reperire delle notizie e delle spiegazioni utili a patto di volerle e saperle cercare.

E’ quindi utile ricordare che i titolari di strumenti di risparmio come conto corrente e conto deposito sono gli ultimi in ordine di priorità ad essere coinvolti nel bail in qualora il capitale richiesto ad azionisti, obbligazionisti e detentori di crediti subordinati non dovesse essere sufficiente; inoltre, i depositi sino a 100.000 euro sono tutelati dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

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