Bail in: verso una riforma europea

Pubblicato da il 07/07/2016 in risparmio -
bail in

La Commissione europea sta discutendo formalmente in questi giorni le modalità di revisione del bail in, ossia la normativa che vieta gli aiuti di Stato in caso di crisi bancaria e rimette ai clienti l’onere di far fronte alla necessità di liquidità palesata dalla banca in crisi. L’obiettivo della discussione è quello di giungere ad una legislazione armonizzata, eliminando le differenti applicazioni derivante dal diverso modo con cui i parlamenti nazionali hanno recepito i contenuti della direttiva Brrd (in particolar modo in relazione alla gerarchia dei creditori coinvolti). L’Italia è propensa alla definizione di una fase di transizione, che porti all’entrata a regime della nuova disciplina solo nel medio-lungo termine; inoltre si batte affinchè il bail in non diventi retroattivo, andando a colpire le obbligazioni bancarie già emesse.

Attualmente, in Italia, le banche in crisi possono caricare le perdite per non meno dell’8% dei passivi su (in ordine): azionisti, obbligazionisti subordinati, obbligazionisti senior e, infine, sui conti correnti e conti deposito superiori ai 100.000 euro e relativamente solo alla somma eccedente tale limite (fino a tale somma interviene il FITD al posto dei clienti). La Germania starebbe valutando l’ipotesi di un maggior coinvolgimento degli obbligazionisti ordinari (senior) equiparandoli ai subordinati. Una decisione di questo tipo comporterebbe uno squilibrio tra i vari Paesi, con la conseguente possibilità che molti obbligazioni di un Paese, presso il quale sono meno tutelati, disinvestano e reinvestano in strumenti emessi da banche di Paesi ove sono maggior tutelati. Ciò causerebbe una instabilità dei mercati molto elevata ed una potenziale ingente perdita nei confronti degli Istituti bancari aventi sede negli Stati “meno tutelanti”.

Non è, invece, in dubbio la garanzia sui depositi fino a 100.000 euro e il fatto che correntisti e depositanti siano gli ultimi ad essere chiamati in causa in caso di bail in. Anzi, è allo studio l‘istituzione di una garanzia unica sui depositi volta ad innalzare la soglia minima di applicabilità del bail in. Motivo per cui, strumenti di risparmio come il conto deposito risultano essere ancora molto sicuri: a parità di rendimento rispetto ai titoli obbligazionari, i primi sono maggiormente tutelati e quindi da preferire da coloro i quali sono più avversi al rischio.

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