Bitcoin: come funziona la moneta virtuale

Pubblicato da il 18/01/2017 in risparmio -

I bitcoin sono una valuta elettronica in formato virtuale, introdotti in rete nel gennaio 2009 da un informatico anonimo, noto solo con lo pseudonimo Satoshi Nakamoto. L’intento del creatore è stato quello di creare una valuta universalmente accettata, che fosse indipendente da ogni tipo di autorità e che consentissi di effettuare pagamenti in maniera istantanea e soprattutto anonima. La moneta reale è gestita, nella sua presenza fisica, da un’autorità che ha il potere di diminuire o aumentare la quantità stampata, alterandone di fatto il valore reale (potere di acquisto); nel caso dei bitcoin invece, l’inflazione è stabile e nota a priori.

Ma chi e come produce i bitcoin? L’attività di produzione di bitcoin, detta mining, inizialmente era libera: bastava dotarsi di un hardware sufficientemente potente a generare i codici criptati che costituiscono di fatto i bitcoin. Quanti più bitcoin vengono realizzati, tanto più complessa sarà la loro realizzazione: attualmente sono stati realizzati solo 16 milioni di bitcoin, a fronte del tetto massimo teoricamente possibile che ammonta a 25 milioni; la crescente complessità richiede ormai hardware altamente specializzati e costosi, a disposizione solo di poche società.

I vantaggi di utilizzare questo particolare tipo di moneta sono molteplici:

  • la loro circolazione non è normata nè controllata, pertanto è possibile effettuare transazioni istantanee in qualsiasi parte del mondo;
  • non vi sono commissioni per la ricezione di bitcoin, mentre per il pagamento è possibile scegliere quale commissione applicare sulla base della velocità della conferma di pagamento;
  • le transazioni non contengono dati personali, pertanto non possono esserci frodi legate al furto d’identità;
  • le transazioni sono tracciate e disponibili in rete, tuttavia non vi sono informazioni personali legate ai soggetti coinvolti.

Esistono tuttavia anche notevoli svantaggi:

  • i bitcoin, vista la loro caratteristica di anonimità, sono molto utilizzati sul mercato nero e sul deepweb, per transazioni illegali;
  • sono in pochi ad accettarli;
  • essendo una valuta giovane, è soggetta ad una forte volatilità.

Quale futuro si prospetta per questa valuta? Le notizie recenti non sono confortanti. Il tasso di cambio segna oscillazioni preoccupanti (fino a -40% da un giorno all’altro), inoltre il loro utilizzo è stato proibito sia in Cina (dove avvenivano il 98% delle transazioni) sia in Giappone. Viste le recenti politiche di “lotta al contante” adottate da molti Paesi, che mirano ad eliminare i metodi di pagamento non tracciabili, appare verosimile che l’utilizzo dei bitcoin sarà fortemente disincentivato, se non vietato, in un prossimo futuro.

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