Come risparmiare con l’affitto

Pubblicato da il 28/11/2014 in risparmio -

I canoni di locazione sono calati nel 2014 di circa il 2%, dopo la diminuzione del 4.5% del 2013: lo afferma uno Studio di Solo Affitti e Nomisma.

Secondo l’indagine ACRI – IPSOS, in otto anni è passata dal 70 al 24% la percentuale di italiani che ritiene l’immobile il migliore investimento.  Rallentamento dell’economia, incertezza sul futuro e rigidità dei criteri di concessione dei mutui non favoriscono gli acquisti di abitazioni; di conseguenza,  anche per i proprietari  l’affitto può essere una via per cercare di ottenere rendimento da un immobile che diventa difficoltoso vendere.

Ecco 2 possibilità per risparmiare sulla locazione e ottenere vantaggi sia per il locatario che per il locatore.

La cedolare secca: è un aliquota di tassazione fissa che il proprietario può scegliere di applicare al canone annuo di locazione. L’aliquota sostituisce l’Irpef, le addizionali, l’imposta di registro e l’imposta di bollo. La cedolare secca è sinonimo di convenienza anche per l’inquilino perché, optando per essa, il locatore rinuncia a chiedere l’aggiornamento del canone, anche se previsto da contratto (incluso l’aggiornamento per adeguamento Istat). Sui contratti a canone libero è applicata al 21%, mentre l’aliquota per i contratti a canone concordato è passata dal 15% al 10% (non dimenticando, comunque, che dal 2015 la cedolare secca viene considerata nel computo dei redditi ai fini Isee).

Rent and buy: è l’affitto con riscatto, che offre vantaggi sia all’affittuario che al proprietario: si inizia ad abitare in affitto e, successivamente, si permette agli inquilini di acquistare la casa riconoscendo loro le somme pagate fino a quel momento per la locazione. Il risparmio in questo caso non è relativo all’affitto di per sé stesso, ma alla possibilità per l’affittuario di vedersi riconosciuto quanto versato ai fini di un futuro acquisto. Il proprietario, dal canto suo, sa che quella locazione ha buone probabilità di trasformarsi in una vendita. La compravendita può essere vincolante, quindi definita alla scadenza di un determinato periodo di tempo, oppure facoltativa. Le due situazioni incidono sull’imposizione fiscale: nel primo caso, gli effetti della cessione dell’immobile si manifestano già dalla firma del primo contratto. Nel secondo, il trasferimento della proprietà anche da ogni punto di vista, anche fiscale, avrà effetto dalla data in cui verrà esercitata questa opzione.

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