I chatbot nelle banche

Pubblicato da il 23/04/2018 in generale, risparmio -

La banca tradizionale si trasforma e si fa sempre più digitale grazie all’applicazione nel settore bancario dei chatbot, sistemi di conversazione automatizzata che aiutano i consumatori a scegliere i migliori sistemi di risparmio e finanziamento.

Chatbot: cosa sono
Agenti conversazionali, personal shopper, app d’assistenza: i chatbot possono essere definiti così. Si tratta di piccoli software informatici progettati per realizzare delle vere e proprie conversazioni con gli esseri umani mediante sistemi di messaggistica istantanea. In prima battuta questi software sono stati utilizzati all’interno di settori in cui l’assistenza ai clienti era di vitale importanza, quali ad esempio i canali IRC. Successivamente, questi agenti conversazionali sono stati inseriti all’interno delle pagine dei siti web di grandi aziende: mission degli assistenti automatici era quello di accompagnare i clienti durante gli acquisti, supportandoli e consigliandoli.
Oggi, questi personal shopper di ultima generazione sono disponibili sui maggiori sistemi di messaggistica istantanea 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.
A differenza di quanto poteva avvenire in passato, gli agenti conversazionali non solo riescono a reggere conversazioni di qualità, ma riescono a fornire assistenza ai dipendenti aziendali o eseguire autonomamente diverse operazioni stabilite.

Chatbot, risparmio e banche secondo L’Osservatorio Artificial Intelligence
A porre sotto la lente d’ingrandimento gli agenti conversazionali è stato recentemente l’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano, il quale ha sottolineato come proprio il comparto rappresentato dal Banking e Insurance, sia sul piano internazionale che italiano, è quello che ha visto in questi piccoli strumenti informatici grandi opportunità.
L’Intelligenza Artificiale rappresentata dagli assistenti virtuali è in grado di portare alle banche non pochi benefici in termini di supporto allo svolgimento di task e compiti, che possono essere eseguiti dalla mente informatica del software con maggiore efficienza, e quindi ad un costo nettamente inferiore, ma anche con maggiore efficacia. Si suppone, infatti, che una volta testata la macchina è in grado di commettere meno errori e di svolgere le operazioni assegnate in tempi più rapidi.
Grazie all’analisi fornita da questi assistenti le banche possono fare di più: ogni agente conversazionale, infatti, incamera in memoria le esigenze espresse da ogni singolo cliente consentendo in questo modo all’istituto finanziario di dar forma a prodotti finanziari cuciti addosso alle necessità di ciascuno.
Ma non è tutto. L’utilizzo di questi software conversazionali all’interno del sistema bancario può snellire le operazioni bancarie: risolvendo i dubbi e le perplessità dei clienti in maniera rapida e immediata, o assistendo il cliente nella risoluzione di problematiche, l’assistente virtuale si sostituisce all’impiegato, che in questo caso può dedicarsi ad altro.
Ma è il risultato ottenuto dalla Banking Technology Vision 2017 di Accenture, che sottolinea quanto le banche stiano puntando sugli agenti virtuali: l’80% degli istituti di credito si attende che l’utilizzo di questi strumenti possa essere la marcia in più per supportare i dipendenti nella migliore gestione dei clienti.
Quasi tutti i banchieri italiani, il 94%, si dice d’accordo nel ritenere che l’AI introdotta in banca mediante gli agenti conversazionali rivoluzionerà le relazioni tra banca e cliente, così come tra banca centrale e filiali.

Il prossimo passo? Sarà certamente quello di anticipare le esigenze degli utenti, mediante lo studio delle conversazioni fra uomo e macchina.

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