Il risparmio telefonico come fonte di crescita aziendale: il caso Free

In molti articoli precedenti abbiamo parlato di come una fonte di risparmio per le aziende può essere la soddisfazione dei clienti. In particolare, aumentando i benefici per i clienti si accresce il loro livello di fedeltà, portandoli a rimanere costantemente legati al marchio.

Oggi invece proponiamo un diverso concetto di soddisfazione: vedremo come attraverso il risparmio si può generare interesse nei confronti delle aziende.

L’esempio in questione è la compagnia francese di telefonia mobile Free che nelle scorse settimane ha lanciato un’offerta tutto compreso a 19,99 euro che consente di effettuare chiamate illimitate verso 40 Paesi ed avere l’accesso ad internet. Qual è il vantaggio di questa offerta? Semplicemente il risparmio che permette di ottenere. Infatti, mantenendo le stesse condizioni, con altre compagnie si pagherebbe circa il doppio.

Le caratteristiche del servizio che permettono all’azienda di offrire un prezzo cosi conveniente sono: l’utilizzo del web e l’assenza di cellulari compresi nella proposta commerciale. Attraverso Internet è infatti possibile ridurre la spesa rispetto agli altri operatori che gestiscono negozi e sono incentivati al mantenimento di un elevato numero di risorse umane. Free offre ai propri clienti solo la SIM, ossia la tessera che permette al cellulare di funzionare ed essere connesso alla rete.

Ci si potrebbe chiedere quanti sono i clienti che hanno aderito a questa offerta. La media giornaliera è di 100mila nuovi abbonati! E le stime indicano una previsione di 3 milioni di clienti nei prossimi mesi.

L’elemento che preoccupa maggiormente le imprese concorrenti è il risultato di una ricerca commissionata da GFK, nota azienda di analisi del mercato, che in uno studio condotto sui francesi evidenzia che il 14% dichiara di voler cambiare immediatamente il proprio operatore, il 39% preferisce aspettare qualche mese per valutarne l’affidabilità ed il 25% sta aspettando il termine dei vincoli contrattuali dell’attuale compagnia telefonica per poi passare a Free. Solo il 22% dichiara di non essere interessato alla proposta.

Si prospettano tempi duri per i principali concorrenti di Free, che dovranno “correre ai ripari” per non perdere i propri clienti.