Il termometro del risparmio degli italiani

Pubblicato da il 31/10/2018 in news, risparmio -

Qual è lo stato di salute del risparmio degli italiani? Andiamo ad approfondirlo quest’oggi in occasione della giornata mondiale del risparmio a tema “Etica del risparmio e sviluppo”.

L’indagine ISTAT sulla propensione al risparmio delle famiglie nel secondo trimestre 2018 rileva un aumento del reddito degli italiani rispetto ai due trimestri precedenti. Tale crescita non si è riflessa, però, sui consumi, evidenziando dunque una tendenza a risparmiare anche nei casi di aumento delle entrate familiari.

Già una ricerca Doxa del marzo scorso aveva messo in luce come il 64% degli intervistati ritenesse sufficiente o più che sufficiente il proprio tenore di vita, con un aumento del 3% rispetto al 2017. Questo dato, insieme ad altri presenti nella ricerca, sembra mostrare un atteggiamento più positivo degli italiani, con una riduzione dei riferimenti alla crisi, protagonista delle risposte degli intervistati fino a pochi anni fa. Questa ha, però, lasciato il segno. La propensione al risparmio, calcolata sulla base della percentuale di reddito che gli intervistati dichiarano di aver messo da parte, tocca, infatti, il 12%, il valore più alto dal 2001. Negli anni sono mutati anche i motivi che spingono le famiglie verso il risparmio: la prima ragione rimane quella precauzionale, il desiderio di mettersi al riparo dagli imprevisti del futuro. Si tratta, infatti, della soluzione scelta dal 43% dei risparmiatori, soprattutto donne, giovani e anziani.

Se prima della crisi, però, le altre posizioni erano occupate da: incertezza (42%), casa (26%) e vecchiaia (21%), ad oggi i risultati sono mutati, tra i principali motivi di risparmio troviamo dunque:

  • Il futuro dei figli (21,1%)
  • La vecchiaia (19,7%)
  • La casa (14%)

Relativamente al patrimonio finanziario investito, un’indagine di Unioncamere evidenzia che i risparmi delle famiglie italiane sono per lo più composti da depositi e liquidità. Negli ultimi dieci anni sono stati messi da parte oltre 170 miliardi di euro sotto forma di depositi a medio-lungo termine e 560 miliardi di risorse in monete e depositi a vista, rappresentando congiuntamente circa il 31% del totale della ricchezza finanziaria complessiva del risparmio italiano. Il primo trimestre 2018, ha visto inoltre gli investimenti privati di tipo assicurativo e pensionistico arrivare al 23%, sintomo di preoccupazione per i cambiamenti e le riforme messe in atto negli ultimi anni.

In questa giornata mondiale del risparmio emerge dunque un quadro che configura gli italiani come un popolo parsimonioso e che nell’incertezza del domani si rivolgo alle soluzioni di risparmio tradizionale tra cui il conto corrente e il conto deposito per conservare la propria liquidità per un futuro a cui guardano con dubbia fiducia.

 

Fonti: ISTAT, Doxa, Unioncamere

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