L’Italia verso il no cash

Pubblicato da il 05/07/2016 in risparmio - 1 Commento

Anche l’Italia, seppure con un certo ritardo rispetto agli altri Paesi europei, si sta adeguando rapidamente ai pagamenti di tipo digitale. Secondo l’indagine del Politecnico di Milano, denominata “Osservatorio Mobile Payment & Commerce”, nel 2015 c’è stata una crescita del 5,6% dei pagamenti con carta, per un totale di 164 milioni di euro movimentati attraverso i 25 milioni di carta ad oggi in circolazione nel nostro Paese (un numero 10 volte superiore al 2006). La componente più importante delle carte è costituita dalla “comodità”: esse permettono di effettuare acquisti online e in tutto il mondo senza la necessità di cambiare il denaro. Un’altra componente fondamentale, che nel corso degli anni è migliorata sensibilmente, è la sicurezza dei pagamenti digitali che, assieme alla fiducia dei consumatori, sta incrementando il numero di transazioni che avvengono con la carta.

Nel 2015 solo 1 accesso all’home banking ogni 1,7 milioni è sfociato in una frode con conseguente perdita di denaro e appaiono ancora più sicure le transazioni attraverso dispositivi mobile: le frodi sono state pochissime e il 97% di essere si è risolto senza nessuna perdita ai danni del cliente. A testimonianza dell’accresciuta fiducia dei consumatori, nel 2015 sono stati spesi ben 21 miliardi di euro in acquisti avvenuti da cellulare; sebbene permanga ancora una resistenza nella classe senior, ancora poco avvezza agli acquisti online. Esistono tuttavia grandi margini di miglioramento: l’utilizzo del contante attualmente genera costi pari a 9,5 miliardi di euro l’anno a carico delle strutture finanziarie dello Stato e un danno all’erario pari a 27 miliardi di euro, dovuto all’economia sommersa. A tal proposito la BCE cesserà l’emissione delle banconote da 500 euro a partire dal 2018.

Una spinta notevole all’utilizzo delle carte di pagamento è stata possibile grazie alla riduzione delle commissioni sulle transazioni, a carico sia del cliente che del commerciante e alla diffusione dei sistemi di pagamento contactless. Questa tecnologia è applicata ai lettori POS, che possono quindi essere utilizzati anche al di fuori degli esercizi commerciali, pertanto da liberi professionisti che operano a domicilio (idraulici, elettricisti, consegne a domicilio, ecc). Inoltre esistono carte contactless, che si appoggiano ad un conto corrente, conto deposito o sono dotate di IBAN proprio: esse permettono di effettuare pagamenti semplicemente avvicinandole al lettore, senza doverle strisciare né inserire il chip; inoltre non è richiesto il PIN per i pagamenti inferiori ai 25 euro.

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1 Commento a "L’Italia verso il no cash"

  1. Market Mover 07/07/2016 at 12:03 ·

    A mio modesto parere un mondo no cash non è accettabile. Il contante rappresenterà sempre e comunque un mezzo di scambio universale, semplice ed immediato. Affidarsi completamente alla tecnologia sarebbe sbagliato e rischioso.

    Quindi, va bene all’aumento dei mezzi di pagamento elettronici, ma il contante resta una solida forma di libertà che va tutelata.

    Saluti e buon lavoro

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