Obbligazioni bancarie: molti scelgono le subordinate

Pubblicato da il 19/07/2016 in risparmio -
obbligazioni

Secondo le stime fornite dal Fondo Monetario Internazionale gli italiani sono in possesso di obbligazioni bancarie per un totale di oltre 231 miliardi di euro di cui 31 miliardi sono subordinati, cioè la categoria più a rischio, specie con l’entrata in vigore della nuova normativa sui salvataggi. Il termine subordinato indica che, nel caso di crack del soggetto che emette le obbligazioni, e conseguente applicazione del bail in, i titolari di questi bond risponderanno prima degli obbligazionisti senior. Ciò significa che le famiglie italiane sono propense al rischio? Non sempre.

Gli istituti di credito emettono titoli obbligazionari per finanziarsi, pertanto è chiaro che i consulenti siano incentivati a proporre ai risparmiatori tali soluzioni, talvolta non esplicitandone i rischi. A onor del vero, questi ultimi spesso non si prendono la briga di leggere le condizioni contrattuali, affidandosi esclusivamente alla rassicurazioni dei promotori. Inoltre, solo una piccola parte dei risparmiatori si tiene informata sull’andamento del mercato e ha una buona padronanza degli strumenti, conoscendone i pro e i contro: capita spesso che il cliente non sappia con esattezza cosa ha sottoscritto. Per ovviare a questo problema, le banche sono tenute a far compilare al cliente un modulo che stabilisce il profilo di rischio, tuttavia capita che il cliente demandi la compilazione al promotore o sopravvaluti la sua propensione al rischio. Premesso questo, non c’è da stupirsi dinnanzi ai recenti casi di risparmiatori che hanno perso gran parte del proprio capitale: la valutazione del rischio e la differenziazione dei propri investimenti sono concetti basilari per avventurarsi nel mondo finanziario.

I bond bancari sono quindi da evitare? Non necessariamente. Sono da preferire le obbligazioni senior che conferiscono una tutela superiore a quelle subordinate e vige comunque la regola della diversificazione: non c’è nulla di più sbagliato di investire tutti i propri risparmi in un unico prodotto. Esistono inoltre delle soluzioni maggiormente sicure e altrettanto redditizie, come il conto deposito. Le cifre versate in questo strumento sono le ultime ad essere intaccate in caso di bail in, e sono nel caso in cui superino i 100 mila euro (per cifre inferiori risponde il FITD). Oltre alla sicurezza, questi prodotti sono molto semplici da utilizzare e non richiedono particolari conoscenze di finanza: si attivano gratuitamente, si versano le somme che si vogliono far fruttare e si sceglie se vincolare o meno e a quale scadenza, non dovendosi più preoccupare di movimentare il denaro in questo periodo.

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