Il pagamento dalla carta al wearable

Pubblicato da il 05/11/2014 in risparmio -

Contante o moneta elettronica? Secondo l’Osservatorio Assofin, Crif e Gfk Eurisko, in Italia crescono i pagamenti elettronici: la carta di pagamento che utilizza il servizio Bancomat è preferita rispetto alla carta di credito, ma cresce comunque l’utilizzo di quest’ultima: + 9,3% nel 2013 rispetto all’anno precedente; inoltre, aumentano le operazioni effettuate con carte prepagate (+5,5% nel 2013 rispetto al 2012) e aumenta la diffusione delle carte rateali, le cosidette revolving, che consentono di effettuare pagamenti rimborsabili in rate mensili.

Questi strumenti permettono di risparmiare tempo (le carte prepagate sono facili da ottenere), oppure, nel caso delle revolving, consentono di personalizzare la gestione della rata e della riserva di denaro. E’ bene, però, tenere d’occhio i costi: dalle spese di attivazione, per le prepagate, al tasso di interesse applicato sulle rate, nel caso delle revolving.

Wallet e Nfc

Secondo uno studio condotto dalla Commonwealth Bank, il 73% dei consumatori australiani intervistati si aspetta che in 5 o 6 anni la maggior parte della popolazione avrà totalmente sostituito il proprio borsellino fisico con un portafoglio digitale, il cosiddetto wallet,ovvero con un portafoglio attivabile sugli smartphone dotati di tecnologia Nfc (Near Field Communication) in cui ognuno può registrare i propri strumenti di pagamento, ad esempio carte di credito e carte prepagate. Tale tecnologia, consente di pagare avvicinando il telefono al Pos (anch’esso dotato di tecnologia Nfc). Secondo il Politecnico di Milano, in Italia attualmente ci sono 8 milioni di cellulari Nfc e 6 milioni di carte contacless, ma tra tre anni gli utenti in grado di pagare attraverso questi strumenti potrebbero essere 33 milioni.

In questo caso il risparmio, come indicato in un precedente articolo, è relativo all’assenza di costi fissi (come il canone della carta).

I wearable

I risparmiatori si preoccupano di trovare nuovi modi per pagare meno, ma c’è chi si concentra su nuove modalità per pagare in maniera diversa, magari più facile, utilizzando gli oggetti che indossiamo.

Diverse aziende hi-tech si stanno concentrando sullo sviluppo di dispositivi indossabili, i cosidetti wearable (come gli occhiali di Google, i Google Glasses), sviluppandoli con scopi diversi e, in alcuni casi, anche come strumenti di pagamento.

Se già i pagamenti contactless, a fronte dell’alto numero di smartphone con Nfc in circolazione, non hanno ancora raggiunto una massa critica di fruitori, ancor meno prevedibile è la diffusione che avranno i dispositivi indossabili. Anche gli impatti sul risparmio sono difficili da definire al momento, in quanto i wearable rappresentano una tecnologia in pieno sviluppo e ancora da esplorare.

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