Redditi 2016: rimborso in busta paga

Pubblicato da il 25/07/2016 in risparmio -
redditi 2016

Il sistema fiscale italiano prevede la possibilità di detrarre dalle imposte determinate tipologie di spese (sanità, istruzione, ecc): al momento di compilare la dichiarazione dei redditi, che può avvenire mediante modello 730 o modello Unico, è possibile indicare l’ammontare delle spese sostenute nel corso dell’anno precedente (al quale si riferisce la dichiarazione). I contribuenti che portano in detrazione le spese, si vengono a trovare in una posizione di credito nei confronti dello Stato, e possono quindi optare per la compensazione o per il rimborso di tali spese. Tale situazione si viene anche a creare nel caso in cui sia stata applicata un’aliquota IRPEF superiore a quella dovuta (ipotesi di un lavoratore che nel corso dell’anno cessa l’attività o cambia attività).

Il rimborso delle spese può avvenire secondo due diverse modalità: se il datore di lavoro del contribuente svolge la funzione di sostituto d’imposta, la cifra viene accreditata nella busta paga di luglio (o nella pensione di agosto); se il datore di lavoro del contribuente non svolge la funzione di sostituto d’imposta (o se il contribuente non lavora), otterrà il rimborso mediante versamento nel suo conto corrente entro la fine dell’anno. Nel caso di rimborsi di ammontare superiore a 4.000 euro, essi possono essere erogati, in seguito al controllo sui documenti, entro 7 mesi dal momento in cui viene presentata la dichiarazione dei redditi. Gran parte dei contribuenti avrà quindi una busta paga più “generosa” in questo mese di luglio: alcuni ne approfitteranno per lo shopping in periodo di saldi, altri per concedersi una vacanza, altri invece destineranno queste somme a progetti futuri.

Se fate parte dell’ultima categoria di soggetti, dovreste iniziare a pensare a come tutelare queste somme, piccole o grandi che siano. Tutelare il denaro significa da un lato proteggerlo da furti, dall’altro preservarne il valore nel tempo: è risaputo che quanto più passano gli anni, tanto più il denaro si svaluta, a causa del fenomeno inflazione. Per evitare queste due situazioni è necessario da un lato depositare i risparmi in un luogo sicuro (come una banca) e dall’altro utilizzare delle soluzioni di risparmio che garantiscano un certo rendimento, che rivaluterà le somme depositate. Tralasciando le soluzioni rischiose, e quelle che richiedono la disponibilità di somme elevate, la migliore soluzione sembra al momento essere il conto deposito. A differenza del conto corrente, questo strumento garantisce rendimenti più elevati, a discapito della possibilità di beneficiare di servizi quali bonifici, domiciliazione utenze, ecc. Si tratta di una sorta di “parcheggio” per il proprio denaro in attesa di utilizzarlo: è possibile scegliere se averlo disponibile in qualsiasi momento o a determinate scadenze. Dato che questi prodotti sono quasi sempre gratuiti e richiedono un deposito minimo per l’apertura molto basso (a volta 1 solo euro), potrebbe essere interessante depositare in essi i rimborsi di cui abbiamo parlato prima, e successivamente integrarli con i risparmi che mensilmente accumuliamo.

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