Risparmiatori italiani sempre più responsabili

Pubblicato da il 20/11/2017 in risparmio -

Italiani sempre più attenti alla sostenibilità ma, perché diventino anche risparmiatori responsabili forse occorre fare qualche passo in più. Ovvero, se supponiamo che su un centinaio di risparmiatori solo 45 sono potenzialmente consapevoli e responsabili, ce ne sono più della metà che – per via della mancanza di informazioni e del perdurare di alcuni falsi miti – non si comportano in maniera responsabile a livello di risparmio.

Secondo una recente ricerca, i risparmiatori italiani sono infatti prudenti e abitudinari. Sette su dieci non hanno modificato in modo significativo le proprie scelte di investimento nell’ultimo anno e difficilmente agiscono in totale autonomia. Rispetto poi all’anno 2013 cresce di 17 punti la fiducia nei consulenti, di 12 punti quella nella propria banca e di 11 punti quella nella propria assicurazione.

Per quanto invece riguarda le scelte d’investimento degli italiani risparmiatori, il criterio numero uno con cui si prendono le maggiori decisioni è la sicurezza che vince quasi sempre sulla redditività messa spesso in secondo piano. Infatti, gli italiani, ai loro Istituti Finanziari chiedono – prima di tutto – chiarezza e trasparenza (specialmente perché gli il popolo italiano ammette spesso di non avere le competenze per comprendere tutti i fattori della finanza e quindi anche le scelte di investimento). C’è però da dire anche che chi investe in aziende che attuano specifiche politiche di sostenibilità, però, è mediamente più preparato rispetto ai suoi pari.

Quando però si parla di influenza della sostenibilità su rischi e rendimenti, gli italiani si dividono in due. Ovvero, nella ricerca sui risparmiatori responsabili in italia, di fronte alla domanda “In che modo, secondo lei, questi temi influenzano gli investimenti finanziari?”, il 56 per cento degli intervistati afferma che fanno aumentare i profitti, il 21 per cento è di opinione contraria e tutti gli altri credono che non ci sia alcuna influenza.

Vediamo poi le tipologie di investimento per gli italiani: il 45 per cento dei risparmiatori sarebbe propenso a investire in prodotti Sri. Chi ha già preso la strada della finanza responsabile ha scelto strumenti di green economy (17 per cento), azioni (13 per cento), fondi comuni d’investimento (6 per cento) e investimenti legati a cooperative o ad attività produttive locali (34 per cento). Dati questi numeri, però, quali possono essere le motivazioni che vedono uno scostamento tra chi si dichiara sensibile di fronte ad ambiente, società e governance e chi traduce questa sensibilità in scelte d’investimento? La motivazione principale – secondo i ricercatori – è rintracciabile nella mancanza di informazioni, e con il fatto che soltanto di rado consulenti e banche propongano investimenti responsabili. In tal senso poi, i numeri parlano da soli: il 93 per cento degli intervistati sostiene che la sua banca non gli abbia mai proposto un prodotto finanziario sostenibile. Non a caso, sette risparmiatori su dieci chiedono che si migliori la comunicazione in tema di investimenti sostenibili.

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